COMPLOTTO DI GELA, PRIMA CONDANNA

GELA: CONDANNATO TRIBULATO BIAGIO, AMICO DEI MAFIOSI,  SOCIO IN AFFARI DEL PROMOTER GELESE ACCIARO VINCENZO E FALSO CONFIDENTE DEL FINANZIERE PAOLO SALEMI 

Il Presidente della sezione penale del Tribunale di Gela, dott.ssa Miriam D’Amore, ha condannato alla reclusione di 3 anni e 6 mesi, il lentinese Biagio Tribulato, amico e socio in affari del promoter gelese ex allianz, Acciaro Vincenzo. Il P.M. dott.ssa Pamela Cellura aveva chiesto 6 anni di reclusione per calunnia e simulazione di reato in danno al maestro di Gela Domenico Timpanelli, parte offesa nel procedimento ed assistito dall’avvocato Vincenzo Ricotta del Foro di Caltanissetta. Tribulato Biagio è quindi l’esecutore materiale! Colui che la notte del 27 Aprile 2012, da Lentini, dove abita, prima si recò a Catania, in una zona di spaccio gestita dal clan Cappello/Carateddi e, rifornitosi di droga, poi si recò a Gela, nelle immediate vicinanze della vettura del maestro Timpanelli per incastrarlo, simulando a suo danno il grave reato.

L’assegno carta straccia emesso dal promoter Acciaro Vincenzo

Il movente: evitare che Timpanelli portasse all’incasso un assegno di euro 250.000,00 a firma del promoter gelese Acciaro Vincenzo. Si trattava della quota capitale di un investimento rivelatasi una truffa. Anche per il promoter gelese Acciaro Vincenzo, la Procura ha chiesto, il rinvio a giudizio per calunnia e simulazione di reato in concorso con Tribulato ed in danno del maestro di Gela Domenico Timpanelli. Archiviata invece la posizione dell’ufficiale GdF Paolo Salemi di Avola, inizialmente indagato anche lui per gli stessi reati. La notte del 27 Aprile 2012, dopo che Tribulato Biagio, si era recato prima a Catania in una zona di spaccio per rifornirsi di droga e poi a Gela, nelle immediate vicinanze dell’autovettura del Timpanelli, i finanzieri fecero scattare il blitz contro l’ignaro maestro. Il Procuratore della Repubblica di Gela, seppure ha chiesto ed ottenuto l’archiviazione in capo all’ufficiale della GdF Paolo Salemi, ha definito “opaco” l’intero comportamento del finanziere. Il giorno precedente l’arresto del Timpanelli, infatti, vi furono ben 6 telefonate tra il condannato Biagio Tribulato ed il capitano della finanza Paolo Salemi nonché 13 contatti telefonici, il giorno dell’ingiusto arresto del maestro Timpanelli.  “Anche se il finanziere ne esce pulito, mi fa schifo pensare che un ufficiale della GdF abbia ingenuamente permesso ad un criminale di gestire l’ operazione di polizia. Ho i brividi quando penso che il capitano Salemi si è fatto raggirare ed usare da un condannato che ha posto in essere crimini vergognosi proprio grazie all’uso del potere della GdF. Come ha potuto, questo ufficiale, sedersi assieme ad un condannato, al bar dell’orologio di Avola per ascoltare le sue bugie ? « 

Che ci siano degli oggettivi punti oscuri, lo dimostra anche il fatto che Biagio Tribulato ed Acciaro Vincenzo sapevano che quella notte Timpanelli doveva essere arrestato. Il promoter Acciaro però non ricorda se tale arresto gli era stato comunicato dal finanziere Paolo Salemi o da Tribulato Biagio. Per Timpanelli però nessun risultato eclatante ed anzi dichiara: “L’esecutore Biagio Tribulato è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede e che fa comodo a tanti…. C’è del sommerso in questa storia ed è lì che bisognerebbe scavare”. Dalle indagini si è scoperto, inoltre, che Biagio Tribulato manteneva rapporti con soggetti appartenenti ai clan dei Ceusi, dei Cappello-Carateddi e del clan dei Nardo. A risolvere i problemi del debito di Acciaro nei confronti del Timpanelli, ci pensarono quindi Tribulato Biagio, i mafiosi di Catania e la ingenua e vergognosa operazione della GdF di Gela e della sua eccellenza, il capitano Paolo Salemi. Ora si attende il possibile rinvio a giudizio del promoter Acciaro Vincenzo.

Foto del cartone animato « Il bue e l’asino »