CONDANNATO IL PROMOTER GELESE ACCIARO VINCENZO. 400.000,00 EURO INCLUSI INTERESSI E SPESE

ULTIM’ORA:  Altro che risarcimento danni ad Acciaro Vincenzo, per essere stato, a suo dire, diffamato da Domenico Timpanelli, su facebook ed a mezzo stampa. Il Giudice Civile, dott.ssa Flavia Strazzanti, ha rigettato tutte le richieste avanzate nella causa sostenuta dal promoter finanziario gelese. Al contrario, lo ha condannato a restituire, al maestro Domenico Timpanelli, la somma di € 242.500,00 oltre gli interessi legali dal 30 Aprile 2012 ad oggi.

I FATTI: Lunedì 30 Aprile 2012 Timpanelli doveva recarsi in Banca a versare l’assegno emesso dal promoter gelese Allianz-Lloyd Adriatico di Piazza Messico. Tale somma, quota capitale di un investimento, Timpanelli l’aveva consegnata ad Acciaro nel 2011, con 5 assegni circolari da 50.000,00 euro ciascuno. Ma il 30 Aprile 2012, Domenico Timpanelli non si recherà mai in banca a versare quell’assegno. Il 27 Aprile, infatti, viene arrestato per droga durante una penosa operazione fallimentare gestita dal capitano della Guardia di Finanza Paolo Salemi, dai Marescialli Iacono Salvatore e Rappoccio Antonino . In sostanza, secondo la Procura di Gela, furono create, a danno del Timpanelli, le tracce del grave reato di droga in modo che  Timpanelli non potesse più recarsi in Banca a versare l’assegno in suo possesso.  Per tale ingiusto arresto, risultano indagati, per calunnia e simulazione di reato, lo stesso promoter gelese Acciaro Vincenzo, il capitano della Guardia di Finanza Paolo Salemi di Avola e Tribulato Biagio di Lentini. Quest’ultimo che si accompagnava spesso ad Acciaro Vincenzo, sarebbe, secondo il finanziere Paolo Salemi, un promoter della Allianz-Lloyd Adriatico di Lentini, quindi collega di Acciaro. Ma Timpanelli, che non si é bevute le dichiarazioni del finanziere, ha scoperto che Biagio Tribulato, in realtà era titolare della Ionica Alimentare e Dolciaria di Carlentini, poi fallita. Quindi successivamente collaboratore presso il ristorante « El Torero » posto sulla strada statale 114 tra Catania e Siracusa, luogo, da sempre, d’incontro tra mafiosi del clan dei Nardo e dei Cappello/Carateddi. E proprio lì, una settimana dopo l’ingiusto arresto di Domenico Timpanelli, la DDA di Catania, nell’operazione denominata « Bermuda », arrestava il suo titolare Giuseppe Coniglione (in foto), per associazione mafiosa e traffico internazionale di droga. In una pertinenza del ristorante, i Carabinieri di Augusta, trovarono anche 117.000,00 euro in contanti, frutto secondo la DDA di Catania di riciclaggio, attività illecite e finanziarie gestite dai clan. Prima che il finanziere Paolo Salemi, fosse trasferito da Gela, l’allora Pubblico Ministero Silvia Benetti, chiese spiegazioni sull’arresto del Timpanelli. Costui rispondeva che il Biagio Tribulato, sarebbe un suo confidente. In realtà, un falso confidente che da una parte frequentava mafiosi e dall’altra si accompagnava al promoter gelese Acciaro Vincenzo. Il finanziere, il promoter ed il falso confidente, 20 giorni prima l’arresto di Timpanelli, si erano riuniti ad Avola, presso il bar dell’Orologio, proprio per organizzare, tra pasticcini e caffé, iniziative processuali contro Timpanelli. Inoltre, durante tutta la notte dell’arresto del Timpanelli, il finanziere avrebbe avuto contatti telefonici proprio con Tribulato Biagio ed a sua volta Triblato Biagio altri 30 rapporti telefonici e due SMS con il promoter Acciaro Vincenzo. Gli amici di merenda del bar erano quindi in continuo contatto tra loro. La vicenda penale pertanto non é affatto conclusa, benche siano trascorsi 5 anni dall’arresto dell’innocente Domenico Timpanelli . Da un punto di vista civile invece il magistrato Flavia Strazzanti, nella sentenza n° 276/17 pubblicata il 04 Aprile 2017 così conclude:  » Il Giudice Unico, definitivamente pronunciando, nella causa iscritta al n. 937/2013 R.G.A.C., ogni altra domanda o eccezione respinta, respinge l’opposizione proposta da Vincenzo Acciaro; dichiara inammissibile la domanda riconvenzionale proposta da Vincenzo Acciaro; revoca il decreto ingiuntivo opposto; in accoglimento della domanda dell’opposto, condanna Vincenzo Acciaro al pagamento di €. 242.500,00 a favore di Domenico Timpanelli oltre interessi al saggio legale dalla proposizione del ricorso monitorio al saldo; condanna Vincenzo Acciaro al pagamento delle spese di lite in favore di Domenico Timpanelli che si liquidano in €. 5.635,00 di cui €. 1.215,00 per la fase studio, €. 775,00 per la fase introduttiva, €. 1.620,00 per la fase istruttoria, €. 2.025,00 per la fase decisionale, oltre spese generali IVA e CPA come per legge. » Le proprietà del promoter Acciaro Vincenzo subiranno presto, la seconda asta giudiziaria, dopo che la prima del 2015 andò deserta ed il valore dei beni ridotto.

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